Stefan Zweig e i popoli che fanno la storia @WRicciardi @aringherosse

Una folgorante lettura estiva: La Storia come inventrice di storie. Un saggio breve di 38 pagine, scritto da Stefan Zweig nel 1939.

Due citazioni:

“Questo era ed è il primo e perenne compito della Storia: mostrare all’individuo il cammino e l’evolversi dell’intera umanità, unire interiormente il singolo a una sterminata serie di antenati, la cui opera è tenuto a completare degnamente”

“La verità è che nella Storia della nostra cultura a primeggiare sono quei popoli che hanno saputo rappresentare se stessi nel modo più innovativo e immaginifico, quelli che hanno saputo trasformare in saga, in epica, in mito la loro intera esistenza. Perciò, tanto per i contemporanei quanto per i posteri, la reputazione non dipende dalle dimensioni di un popolo, né dal numero dei morti prodotti dalle guerre, e nemmeno dalla grandezza sterminata del territorio che ha devastato. Di ogni popolo rimane solamente, quale prova storica universale, il contributo artistico che ha apportato al patrimonio dell’intera umanità. Ciò che possiamo concludere dunque è che non sono i popoli guerrieri a fare la storia, ma i popoli creativi; che non è la massa umana a essere decisiva, ma la humanitas, in questo senso di esplicazione creativa.”

Vale la pena di investire due ore nella lettura di questo saggio. Chissà che qualche nostro reggitore lo faccia!

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