Il mito de “la Rete” e del suo potere nel Paese di 20 milioni di non connessi @Medici_Manager @aringherosse

C’è uno spirito che circola nel Palazzo e che possiede, a turno, i politici italiani: la Rete. Articolo determinativo ed Erre maiuscola, come un’entità metafisica e trascendente, capace di decidere le sorti dell’Italia. Chi pensava che la retorica digitale fosse esclusiva del M5S — specializzato nel vedere nel web la soluzione di tutti i mali — è stato costretto a ricredersi: la Rete è diventata per tutti gli schieramenti la ragion politica di candidature, rinunce e cambiamenti. L’elezione del Presidente della Repubblica è stato il trionfo della sua transustanziazione. Insospettabili compresi: da Stefano Rodotà («La mia candidatura girava in Rete da mesi» ha dichiarato) a Mario Monti, secondo cui il nome di Anna Maria Cancellieri è emerso «con forza dalla Rete».

Nei talk show che affollano il palinsesto televisivo, quando la discussione si fa difficile, ecco comparire la Rete a smuovere le acque, nemica o amica dello schieramento a seconda di chi parla. Tanto nessuno può smentirla, la Rete.

Chissà cosa pensano i venti milioni di italiani non connessi a Internet quando — mentre guardano i tg, ascoltano la radio, leggono i giornali per trovare risposte — spunta la Rete sulla bocca dei loro rappresentanti. E anche se restiamo tra i 29 milioni che si connettono almeno una volta al mese, c’è da scommettere su quanti sarebbero in grado di darne una definizione.

Viene il dubbio che la maggior parte dei politici italiani abbia finito con l’identificare la Rete con gli influencer di Twitter, le poche centinaia di utenti — giornalisti e opinionisti — animatori del dibattito su un social network che conta meno di 4 milioni di iscritti. Un bacino decisivo per il consenso mediatico e no, ma che rischia di allontanare i rappresentanti dei cittadini dalla maggioranza dei cittadini stessi. E di fornire una interpretazione della realtà pericolosa per le urne e per il Parlamento dove, nel bene o nel male, la Rete non vota. Perché la Rete non esiste.

http://bit.ly/14cJ1LB

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