Perché il cretino ha prevalenza sistemica sul successo individuale dell’intelligente @Medici_Manager

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Disse un saggio: “La probabilità che una certa persona sia stupida é indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona”. Ciò significa che se un tizio riveste un ruolo di leadership o di potere o gli vengono attribuiti poteri trascendentali, non è detto che non sia un cretino. Si ricordi quanto disse Gore Vidal di Andy Wharol: “Andy Warhol is the only genius I’ve ever known with an I.Q. of 60”. E’ quanto si applica al sistema di selezione della leadership in alcuni paesi mediterranei.

  • La democrazia è intesa come sistema per la prevenzione dell’accesso degli intelligenti alle postazioni di potere.
  • La democrazia serve i cretini di tutti i livelli. I cretini della base si coalizzano per non far entrare gli intelligenti. I cretini in cima usano la democrazia per eliminare gli intelligenti che provano a emergere. I cretini in mezzo usano la base e la cima per impedire l’emersione di intelligenti.
  • La democrazia è di per sè adatta alla selezione di persone intelligenti solo dopo gravissime crisi economiche, belliche, sanitarie o sociali, ma sempre per brevi periodi.
  • Il periodo peggiore per gli intelligenti è quello poco prima dell’esplosione totale della crisi, perché i cretini danno il peggio di sé e tengono stretto il potere con i denti. Si vedano i peggiori recessi del fascismo, dello stalinismo, e di tanti altri periodi di crisi economica.
  • Il periodo post-crisi in cui la democrazia sceglie gli intelligenti è inteso dai cretini come tempo necessario per coalizzarsi e riportare la democrazia alla normalità.
  • Una volta ristabilita la normalità, i cretini faranno finta per decenni di avere come modello il periodo democratico post-crisi, in cui prevalevano gli intelligenti.
  • I sistemi sociali in sviluppo attraggono gli intelligenti, che per questo emigrano. I cretini rimasti a casa si mettono in testa ogni tanto di riportarli a casa e selezionano tra gli emigrati i cretini che si trovano all’estero per sbaglio, o perché anche all’estero esistono sistemi che selezionano i cretini.
  • Gli intelligenti devono tenere duro e aspettare che la crisi arrivi. Poi qualcuno – si spera – andrà da loro a chiedere aiuto per riparare i danni fatti dai cretini.
  • L’intelligente al potere è una persona infelice e normalmente dura poco.
  • Non appena una persona, non importa se intelligente o cretina, si candida alla guida del paese, all’inizio si circonda di intelligenti, ma poi viene assalito dai cretini e gli intelligenti se ne vanno, così anch’egli diventa cretino.
  • La capacità di governo, che presume intelligenza, è indipendente dalla capacità di conquista del potere, che presume cretinismo.
  • In altre parole, il cretino ha prevalenza sistemica rispetto al successo individuale dell’intelligente.
  • Il cretino riesce a coalizzarsi con altri cretini e modificare la struttura della società a proprio piacimento.
  • Se la somma dell’intelligenza di più individui è una funzione lineare, la somma del cretinismo è esponenziale. Per questo il cretinismo prevale sempre sull’intelligenza.
  • Il cretino comanda il mezzo mediatico e riesce a convogliare una grande ondata di consenso cretino verso il proprio gruppo d’interesse.
  • Il cretino è miope di testa e ipermetrope a parole: antepone l’interesse personale alla sopravvivenza della società, ma convince la società del contrario.
  • Tutti a parole sostengono l’intelligente ma nel seggio sostengono il cretino.
  • Poi ogni tanto un intelligente, fingendosi cretino, riesce ad arrivare al comando. Il problema è che il cursus honorum impone la trasformazione dell’intelligente in cretino. Come sistema di controllo del potere, l’intelligente cioè dispone solo della logica del cretino.
  • Per i fini della società, non c’è nessuna differenza se un cretino si comporta da cretino, o se un intelligente si comporta da cretino. L’evenienza che un cretino si comporti da intelligente è ancora più rischiosa ed è alla base delle peggiori tragedie della storia.
  • Per i fini individuali, è del tutto indifferente essere cretino o intelligente. Un cretino può essere felice, ricco, soddisfatto e sessualmente attivo tanto quanto un intelligente. Per questo motivo, l’intelligenza non può essere posta su un piano di superiorità rispetto al cretinismo.
  • Normalmente gli intelligenti giungono al potere adottando sistemi anti-democratici o schiettamente dittatoriali, con l’intento di stabilire una democrazia degli intelligenti, ma una volta al potere diventano cretini.
  • Nella migliore delle ipotesi, un intelligente che fonda una società o un partito riesce a evitare la selezione dei cretini solo finché rimane al comando. Non riuscirà mai a impedire la formazione di una selezione dei cretini, che prevarrà per cause fisiologiche come la sua morte o per una sua caduta a opera di cretini
  • I cretini che si credono intelligenti sono i meno pericolosi, perché si autoeliminano.
  • I cretini che sanno di essere cretini sono i più pericolosi perché sono consci dei propri limiti, e per sopravvivere sanno individuare ed eliminare gli intelligenti.
  • Il cretino cosciente vive la differenza intellettuale con l’intelligente come ingiustizia, e cerca la propria rivalsa imponendo il cretinismo a livello sociale.
  • Il cretino cosciente in posizione di potere è troppo spaventato di poter cadere, per poter essere soddisfatto della propria posizione di potere. Per questo continuerà a tentare di prevenire l’emersione d’intelligenti.
  • I cretini sono sempre esistiti nella storia e quindi gli intelligenti che si lamentano del contemporaneo prevalere dei cretini si atteggiano essi stessi a cretini.
  • L’intelligente può sopravvivere scegliendo di nascere al momento giusto nella storia.
  • L’intelligente deve selezionare i sistemi in cui inserirsi valutando se i cretini al potere sono in grado di difenderlo. In nessun caso l’intelligente deve far credere ai cretini di avere aspirazioni di comando o di distruzione sistemica.
  • In alcuni periodi nella storia, è vero che i cretini erano consci del proprio cretinismo anche a livello sociale, e selezionavano alcune ridotte schiere d’intelligenti a fini di marketing. Così sono emerse l’Atene dei filosofi, la Firenze medicea o la Roma dei papi dei tempi d’oro. Si trattava però di periodi particolari in cui il cretino prevaleva a livello tale da potersi permettere di mantenere degli intelligenti. L’intelligente può sopravvivere fingendo un livello di cretinismo accettabile dal sistema o dalla società.
  • L’intelligenza è un lusso.

http://bit.ly/YZUek1

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