Dai tagli ai nuovi Lea, la sanità secondo Bersani e Renzi @Medici_Manager @SIHTA_Italia

Per ora seguiamo i candidati del centro-sinistra!

Le ‘ricette’ dei due sfidanti

(Adnkronos Salute) – Stop ai tagli lineari e via libera ai nuovi Lea e agli investimenti per l’ammodernamento degli ospedali: sono tanti i punti in comune tra le proposte per la sanità dei due candidati alle primarie del Pd, Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, che domenica prossima si sfideranno al ballottaggio. Se l’impianto dei due programmi almeno nei punti cardine è infatti abbastanza simile, e non poteva essere altrimenti vista la stessa matrice politica, su alcuni questioni emergono però alcune differenza. Ad esempio, se nel programma del Pd a guida Bersani si fa un preciso riferimento al fallimento dei commissariamenti delle Regioni con i conti in rosso della sanità, per Renzi invece il commissariamento delle Regioni rappresenta la strada da seguire per punire le forti perdite dei servizi sanitari locali. Un altro punto su cui non sembra esserci sintonia tra le due proposte è anche quello che riguarda il taglio dei posti letto ospedalieri. O almeno, mentre nel programma di Bersani non si entra nel merito della questione, Renzi propone di “ridurre i posti letto del 10% (circa 20.000)”, anche se “in modo non lineare e non discriminante per le Regioni più virtuose”. Tante però le proposte convergenti, a partire dai nuovi criteri per la nomina di primari e manager. Per Bersani i partiti politici devono stare fuori dalle nomine della sanità. “Gli affaristi – si legge nel programma – devono essere tenuti fuori dalla sanità. I partiti devono stare fuori dalle nomine. Servono regole più stringenti per la scelta dei direttori generali delle Asl, curricula verificabili, obiettivi misurabili e sistemi di valutazione durante e al termine dell’incarico”. Anche per Renzi è necessario “riorganizzare sul modello del Nhs inglese la nomina dei primari, dando spazio al merito e alla revocabilità in base alle performances e riducendo l’influenza della politica”. Anche l’approvazione dei nuovi livelli essenziali di assistenza è un punto fermo dei due programmi. Per il segretario del Pd il via libera ai nuovi Lea è fondamentale “per rispondere ai nuovi bisogni sanitari”, per il sindaco di Firenze l’approvazione dei Lea, “da razionalizzare e attualizzare”, diventa essenziale anche per il calcolo del finanziamento del Ssn, che dovrà basarsi proprio “su costi di spesa standard resi coerenti attraverso i Lea”. I due sfidanti sembrano andare ‘a braccetto’ anche su un altro tema: la riorganizzazione della medicina del territorio, necessaria per Bersani per “rendere più appropriate e rapide le risposte ai pazienti e rendere più efficienti gli ospedali”. Ma fondamentale anche per Renzi, che propone di “valorizzare il lavoro di filtro medico-diagnostico svolto dai medici di famiglia sul territorio, stimolando la formazione di strutture ambulatoriali anche in collaborazione con associazioni no profit”. Analizzando i programmi dei due candidati, emerge con forza soprattutto la difesa dell’impianto universale e solidale del Servizio sanitario nazionale. Ad esempio nel programma di Bersani si dichiara con chiarezza che “la sanità deve restare pubblica, che costa meno che negli altri Paesi europei, che non ha bisogno di tagli”. Senza giri di parole anche Renzi, secondo il quale è ora di dire basta a un Ssn a doppia velocità Nord/Sud: “Un problema centrale del Ssn – spiega nel suo programma – è la disomogeneità dei servizi sanitari nel Paese e il sistema di ripartizione delle risorse”. Sia per Bersani che per Renzi, infine, la sanità non rappresenta solo una voce di spesa ma anche e soprattutto un fattore di sviluppo. Per il segretario del Pd, “la sanità può essere uno degli assi portanti per il rilancio degli investimenti ma anche per le nuove professioni legate alla cura della persona”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il suo sfidante, che propone di “utilizzare la leva delle spese sanitarie del Ssn e dei vari Ssr per incentivare lo sviluppo di una industria tecnologica italiana delle Life Sciences. La spesa per la sanità – si legge nel programma del sindaco di Firenze – va considerata non solo come costo, ma anche come strumento di sviluppo”.

http://www.adnkronos.com/Salute/Sanita/?id=3.1.3933615558

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