La riforma sanitaria di Obama passa il vaglio della Corte Suprema

La riforma sanitaria del Presidente Obama, il cui “decalogo” è allegato http://www.slideshare.net/carlofavaretti/obama-care-sintesi-13507510, ha superato il vaglio della Corte Suprema grazie al voto favorevole del Presidente, un conservatore.

Il Foglio ha pubblicato alcuni interessanti articoli che sintetizzano il dibattito giuridico  che ha portato alla storica decisione.  La Corte ha considerato una tassa (materia sulla quale il legislatore federale ha piena competenza) il premio assicurativo obbligatorio previsto dalla The Affordable Care Act. Quest’ultimo, invece, almeno secondo alcuni giuristi, non sarebbe stato di competenza federale!

Eccone tre: http://www.slideshare.net/carlofavaretti/obama-carehttp://www.slideshare.net/carlofavaretti/obama-care-2http://www.slideshare.net/carlofavaretti/obama-care-3

Commenti interessanti anche dagli States:

http://blogs.hbr.org/cs/2012/06/placeholder_for_lee_obamacare.html?awid=5888048831575857008-3271 

http://articles.boston.com/2012-06-30/metro/32474843_1_health-care-law-insurance-mandate-health-overhaul

http://www.theatlantic.com/international/archive/2012/06/heres-a-map-of-the-countries-that-provide-universal-health-care-americas-still-not-on-it/259153/

http://www.beckershospitalreview.com/news-analysis/16-healthcare-leaders-react-to-the-supreme-courts-decision-to-uphold-ppaca.html

http://healthaffairs.org/blog/2012/06/29/the-supreme-courts-aca-decision-reaffirming-broad-congressional-power/

http://blogs.hbr.org/cs/2012/06/health_care_reform_is_good_for.html

Bella presa in giro di chi pensa, pur di non pagare questa “tassa”, di cambiare paese di residenza!

http://www.huffingtonpost.com/daniel-treadway/hate-obamacare-dont-worry_b_1634706.html?ncid=edlinkusaolp00000009

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Commenti

  • Nicola Ibba  On 3 luglio 2012 at 22:22

    In verità questa riforma è fortemente combattuta da molti, e da molti mal vista; credo si tratti di una questione di “principio”, gli americani semplicemente combattono l’idea di una sanità socializzata. Il modello europeo, insomma, proprio non va giù.
    Il fatto che la decisione della Corte sia ruotata attorno al fatto se si possa considerare la “multa” per non avere una assicurazione sanitaria come una tassa o meno, la dice lunga sulle radici della discussione in corso. Discussione che, mai come ora, è squisitamente politica, con la differenza che, qui, il discorso politico è davvero discorso “pubblico”: ed è così che va compreso il senso della riforma sanitaria negli Stati Uniti.
    Non è una questione di tasse. Gli americani sanno che, in un modo o nell’altro, qualcuno dovrà accollarsi il peso del debito pubblico, provocato anche, ma non solo, dal costo della sanità.
    Il punto qui è che davvero agli americani non va giù l’idea di essere obbligati ad avere una assicurazione sanitaria, con buona pace di chi osserva (e sono tra questi!) che la spesa sanitaria che lo Stato si accolla per tutti quelli che un’assicurazione non ce l’hanno (e sono in tanti) non è più sostenibile.
    Non va giù l’idea di una sanità pubblica per tutti. Non è, per l’americano, una voce di spesa che viene considerata pubblica, ma squisitamente privata. Ognuno, insomma, dovrebbe rispondere della propria salute.
    Non fraintendetemi. Non è che qui non ci sia sanità pubblica, intesa come l’azione dello Stato in difesa della salute della collettività nel suo insieme. Molte assicurazioni, ad esempio, già favoriscono, erogandole gratis, prestazioni di medicina preventiva, quali lo screening al seno per le donne.

    La decisione della Corte non viene vista, quindi, come un passaggio verso un miglioramento determinante del sistema sanitario, ma come un ulteriore passo verso una sanità sociale. Con tutto questo non voglio dire che la riforma dell’attuale amministrazione sia del tutto da buttare, anzi. Ci sono iniziative, al suo interno, di assoluto interesse. Ma non bisogna neppure illudersi. Con le elezioni alle porte, e molti dubbi sulla vittoria di Obama, per nulla scontata, è scontato che questa riforma diventi bandiera di propaganda o cibo per gli squali. Certo, i repubblicani sono alquanto scocciati che la decisione sia stata favorevole per mano di un repubblicano, ma questo è sono un sassolino nella scarpa. Che non interrompe affatto la guerra dei conservatori, anzi.
    Il problema vero è che questo paese avrebbe bisogno di una riforma assai più incisiva, in grado ad esempio di spezzare lo strapotere delle lobbies che, di fatto, presidiano e letteralmente governano il sistema. La qualità non è affatto assicurata dal sistema, perchè, di fatto, questo non è un modello sanitario basato sul libero mercato, come si potrebbe pensare dall’Europa. È un modello fatto di poteri forti, e questo va sempre a discapito del paziente.
    La riforma di Obama non risolverà questo problema.

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