Controllare i costi e ridurre gli sprechi: che cosa possono fare i medici @muirgray @drsilenzi

Robert H. Brook, RAND Corporation e UCLA, ha pubblicato lo scorso anno su JAMA un interessante commento su The role of physicians in controlling medical care costs and reducing waste. http://www.slideshare.net/carlofavaretti/jama-the-role-of-physicians-in-controlling-medical-care-costs-and-reducing-waste-2011-copia

I medici hanno di fronte tre scenari:

  • nel primo, essi non fanno nulla per ridurre i costi e gli sprechi: il risultato saranno decisioni che non soddisferanno né i medici, né i pazienti!
  • nel secondo, si è giunti al razionamento che può essere effettuato in vari modi, tutti insoddisfacenti tant’è che tutti vorrebbero prevenire il razionamento stesso!
  • nel terzo, i medici si impegnano a collaborare e, per esempio, cominciano a classificare i loro interventi in 4 categorie: inappropriati (i potenziali benefici sono inferiori ai potenziali danni), incerti (benefici e danni si compensano), appropriati (i potenziali benefici sono maggiori dei potenziali danni), necessari (l’unica opzione pratica che produce grandi benefici per la salute).

Gli economisti classificano gli sprechi in modo diverso: lo spreco è una spesa che non produce un corrispondente valore! Il valore economico del QALY (quality agjusted life year) è un riferimento per decidere: molte sono le discussioni sul valore soglia (50.000 o 100.000 dollari per QALY), comunque essi ritengo che sopra i 150.000 dollari si debba parlare di spreco!

I medici, ovviamente, preferiscono l’approccio delle 4 categorie.

Allora, suggerisce Brook in assenza di uno strumento esauriente che misuri lo spreco in tutta l’assistenza sanitaria, non dovrebbe esser troppo costoso e impegnativo selezionare un gruppo di ospedali e/o di sistemi assicurativi di eccellenza, estrarre un campione di pazienti, rivedere la casistica usando la classificazione delle 4 categorie e fare delle stime, ancorché approssimative, degli sprechi potenziali. Si potrebbero così intraprendere misure per eliminare servizi inutili che determinano costi nel breve e nel lungo termine, e determinare i loro costi fissi, medi e marginali.

L’attenzione ai costi e agli sprechi dovrebbe essere al centro dei programmi (e degli esami!) di certificazione e ricertificazione dei medici, oltre che dei programmi di formazione medica di base e specialistica delle facoltà di medicina. “Board-certified physicians could represent only those physicians who not only provide high-quality care, but do so with minimal amount of waste”.

Brook conclude con un monito: non c’è tempo da perdere, i medici parlino a una voce! Senza i medici non c’è speranza che che si possa identificare un metodo di contenimento dei costi basato sull’appropriatezza. Se i medici non si impegneranno sarà il razionamento, perché i costi crescono più del PIL!

Forse anche in Italia dovremmo parlare di più, in modo operativo e non ideologico, di questi temi. E soprattutto agire velocemente! Altrimenti la spending review …!!!

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