Numeri da circolo

DI  ⋅ 4 GIUGNO, 2012 ⋅  INVIA POST ⋅  STAMPA POST ⋅ COMMENTA

Settantacinque numeri nelle prime cinque pagine del paragrafo di apertura del nuovo libro di Eric Topol. Dai cinquecento milioni di cellulari di 10 anni fa ai tre miliardi di oggi. Dal miliardo di utenti di Facebook ai 1,5 trilioni di messaggi mandati ogni anno sullo stesso social network. Dai 103 miliardi di pagine viste sul sito di Zuckerberg ai 46 milioni di pagine viste su Google in 231 minuti (chissà perché proprio 231).

Alle 11 di ieri sera, arrivato a pagina 100, mi sono preso una pausa. Con la scaletta di legno sono riuscito ad acchiappare il libro di Enzo Bearzot sullo scaffale più alto e ho trovato subito quel punto in cui il grande friulano sosteneva che il fuoriclasse fa i numeri, mentre il Campione (con l’iniziale maiuscola) non ne ha la necessità.

Non è una novità che i numeri possano trarre in inganno. Soprattutto, possiamo scegliere le cifre per dimostrare una tesi; come si suol dire, ad usum Delphini (attenzione: non c’entrano nè i delfini nè il fine, quello che giustifica i mezzi). Quello che il grande Eric (che con un po’ di compiacimento non perde occasione per sottolineare l’essere stato nominato #1 Most Influential Physician Executive in Healthcare) intende dimostrare è che la medicina basata sulle prove di efficacia è morta e sepolta. Ma non solo: che ha fatto un sacco di danni, perché ha preparato il terreno al dilagare di una diffusa malpractice, che trova esempi allarmanti nelle prescrizioni di statine (efficaci solo su una ridotta percentuale di pazienti) o nello screening prostatico di massa (che genera falsi positivi e chirurgie invalidanti). “What constitutes evidence-based medicine today is what is good for a large population, not for any particular individual”.

Il “sacro Gral” della EbM – secondo Topol – è la sperimentazione su larga scala, controllata, randomizzata e a doppio cieco, svolta secondo la metodologia più rigorosa. Non va bene per niente, anzi, meglio non credere più a questo genere di ricerca: “Consider the new findings null and void unless you are thoroughly convinced that the evidence is compelling”. Il punto di vista di Topol conferma quella che, da impressione, si è trasformata in certezza: chi si è prodigato in questi venti anni per sostenere l’adozione della EbM ha posto l’accento sulla necessità di fare ricerca clinica sperimentale, trascurando elementi altrettanto fondamentali della “cultura” della medicina basata sulle prove: il critical appraisal delle evidenze e la valutazione delle prove rispetto alle esigenze cliniche, umane e sociali della persona che avrebbe dovuto beneficiare dell’intervento sanitario.

La corruzione della ricerca ha portato a quella litter-ature criticata da Topol. Che, a forza di frasi ad effetto, getta via il bambino con l’acqua sporca. Per sostenere la sua tesi (la medicina di popolazione deve lasciare spazio alla medicina individuale) , Topol stordisce il lettore a forza di cifre. Numeri che, a dispetto della loro grandezza, non riescono a dare la certezza di essere già nel futuro.

Numeri grandi, ma che – riferiti alla sanità – riguardano ancora poche persone. Numeri da circolo, insomma.

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