Pazienti, cittadini, utenti, clienti, consumatori… @GIMBE

Attenzione a non essere troppo ideologici nel rifiutare le parole consumatore e cliente di servizi sanitari!

Milton Friedman, premio Nobel per l’economia ha scritto:  “La Costituzione degli Stati Uniti mi va bene, ma vedrei di buon occhio un suo minimo aggiornamento. Sostituiamo la parola cittadino con quella di cliente. Infatti, un cittadino puo’ essere vessato, un cliente no”.

dal Blog di Nino Cartabellotta http://www.ninocartabellotta.it/

10-13 maggio: quattro giorni di duro lavoro per preparare i materiali didattici del nuovo corso Coinvolgere gli utenti nei servizi sanitari e accorgersi poche ore prima dell’inizio che il titolo potrebbe essere inadeguato…

Destreggiandomi tra riferimenti normativi, evidenze scientifiche e linguaggio comune, la domanda è sorta spontanea: è un utente il soggetto da coinvolgere attivamente per migliorare la qualità dei servizi sanitari?

Il Cochrane Consumer Group sceglie il termineconsumatore per identificare “un paziente, un soggetto che presta assistenza o un familiare che ha una esperienza individuale su una specifica condizione medica”. Accanto a questa definizione, precisa inoltre che in altri contesti/culture vengono utilizzati altri termini con lo stesso significato: utente, paziente, cliente, membro del pubblico, cittadino, soggetto laico, etc.

Mi illumina un recente articolo dell’amico Marco Geddes da Filicaia, secondo il quale il Servizio Sanitario Nazionale è a disposizione delle persone perchè, con l’articolo 32 della Costituzione, tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo (e non del cittadino). Ciascuna persona all’interno del sistema sanitario può assumere ruoli diversi:

  • paziente, quando viene preso in carico dal servizio per problemi assistenziali
  • utente, quando si rivolge alle per informazioni, transazioni, certificazioni, etc
  • cittadino, quando contribuisce con il proprio voto alle scelte sanitarie

Ad eccezione del cittadino preso in carico dal SSN per strategie di prevenzione primaria (ad esempio screening oncologici) che non avrà voglia di essere etichettato paziente, la proposta di Geddes è molto convincente.

Non avendo le idee chiare su come modificare il titolo del corso, confido nei feedback dei 23 partecipanti. Sicuramente, se Geddes consiglia di lasciare il termine cliente al mondo del consumismo, personalmente metto al bando quello di consumatore, proponendo alla Cochrane Collaboration di ribattezzare ilCochrane Consumer Group.

FonteGeddes da Filicaia M. Cliente, paziente, persona. Ricerca & Pratica 2012

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